THEMES THAT YOU LIKE

HAPPINESS

é un bel modo per dire libertà

Mi meraviglio di quello che ho fatto, di quello che non ho fatto, di quello che ho sentito e di quello che ho visto, ma non mi meraviglio della tua ingenuità. Ti conosco bene, dai tutta te stessa per far si che le persone stiano bene anche se tu stai male, perdoni anche se non dimentichi, chiedi scusa anche quando non sei colpevole. Poi però hai voluto dimenticare, cancellare tutto quel bene che hai dato e ti sembrava giusto farlo perché non volevi più essere quella ragazza ingenua che tutti usavano per ritornare a stare bene. Non ti sei accorta che però, in quei tutti, c’erano persone che volevano ricambiare della tua fatica. Hai dimenticato, voltato pagina e mi hai meravigliato. I tuoi “Ci devo pensare” sono negazione, rimorso e tutto quello che non sei mai stata.

 

Un muro spesso, alto e grigio con una piccola porta in legno e con un cartello :”Non rompete i coglioni!”. Il muro di Margherita la rispecchiava appieno: freddo e fastidioso esternamente, confusionatamente meraviglioso all’interno. Infatti dietro a questa invalicabile parete niente era in ordine. Pile e pile di fogli e di libri, mozziconi di Malboro rosse e di matite sparse per tutto il pavimento, un lungo tavolo di legno massiccio totalmente coperto da altri fogli e da altri libri. Un’unica sedia e una sola penna. Era ed è il suo mondo. Un mondo di parole, di frasi, di fogli consumati. Un mondo di ricordi accartocciati coperti dalla cenere, inserti dei suoi romanzi preferiti. Un mondo di pensieri pressati dentro la sua mente. Il suo muro è come un romanzo non ancora finito ed io iniziai a leggerlo quest’estate e come sempre accade quando si leggono storie avvincenti si creò un rapporto tra lettore e scrittrice. Su questo rapporto costruimmo il nostro muro banale ma profondo allo stesso tempo. Un muro di passioni illogiche in cui ci sentivamo il centro di tutto.